#3 LIBRI D’ESTATE: NARRATIVA STRANIERA

Per varcare i confini del Paese, almeno con un libro, ecco una lista tra cui scegliere a seconda di come ci si sente. La libraia Raffaella stavolta ha attinto dalle mensole della Narrativa Straniera

Per romantici: La verità, soltanto la verità di Helen Humphreys (ed. Playground)
(per chi crede che l’amore è cieco ma molto molto tormentato)

il libro del mare

Per avventurosi: Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare di Morten A. Stroksnes (ed. Iperborea)
(perché avventura più di questa è proprio difficile da trovare)

Per relax totale: Ore d’ozio di Keknko (ed. SE)
(perché si può imparare ad annotare pensieri anche futili scoprendo che questo può dare ‘una sensazione davvero strana, simile a una lieve ebbrezza’)

Per ridere: Uno chalet tutto per me di Elizabeth von Arnim (ed. Bollati Boringhieri)
(perché un raffinato umorismo come questo fa ridere anche il cuore, oltre che il cervello)

Per cambiare vita: Orlando di Virginia Woolf (ed. BUR) (perché possiamo provare a essere qualsiasi cosa e vedere che succede – e perché Woolf è divina)

Ci sono “OGGETTI SOLIDI” e oggetti solidi

oggetti solidi libro.JPG“Dai, cosa vuoi che sia? Devi solo scrivere una recensione! Scrivere semplicemente le tue impressioni dopo aver letto questo volume di Virginia Woolf”. Così si è sentita dire Simonetta dalla libraia Raffaella, libraia di fiducia che si riferiva a “Oggetti solidi”, con “questo volume”, scritto da Virginia Woolf edito da Racconti Edizioni e curato da Liliana Rampello. 

E “semplicemente…” ecco cosa ha scritto Simonetta.

“Intendiamoci, non che il libro in sé non sia di semplice lettura, anzi, le pagine scorrono veloci e la voglia di ascoltare sempre nuove storie aumenta, esaltata peraltro dal formato del libro.

Sì perché, per una “pendolare” come me, che sale e scende dai mezzi pubblici, anche le dimensioni, la qualità della carta, la rigidità della copertina, la rilegatura fanno la differenza! E nel caso di “Oggetti solidi” tutto agevola la lettura. Inoltre, nonostante si tratti di racconti, che portano necessariamente a fermarti, prenderti delle pause, mi è capitato di non riuscire a sollevare gli occhi dal libro, di non voler smettere di ascoltare Virginia. Continua a leggere

WOOLF WORKS, l’inchino di McGregor al genio di Woolf

“Woolf Works è in fondo proprio questo: un magnifico inchino a tempo di musica al genio di Virginia Woolf”. Così Elisa Bolchi conclude questo articolo, iniziando con “Non ci girerò intorno: Woolf Works è un capolavoro”.

Le righe di mezzo meritano il tempo che richiedono per essere lette. Non ci siamo sentite di mettere una diga ad un flusso di parole appassionate che sono scaturite spontanee, a poche ore dal termine dello spettacolo.  Fate un break e godetevi la lettura! woolf works 2.JPG  

Non ci girerò intorno: Woolf Works è un capolavoro. Più ancora di questo, Woolf Works è unico perché è un lavoro artistico e critico al tempo stesso, un lavoro informato,  competente,  intelligente, appassionato. È il risultato di “molti anni di pensiero in comune” (citando Woolf) di professionisti eccellenti e artisti talentuosi. A partire da Wayne McGregor, coreografo stabile alla Royal Opera House e genio dell’arte coreutica, che interpreta gli spazi scenici in modo vitale e lascia parlare i corpi dei suoi ballerini autonomamente, seppure in sintonia con ciò che li circonda. Le musiche originali di Max Richter sono poi non solo il corrispettivo musicale del ritmo della prosa di Virginia Woolf, ma il risultato del medesimo processo mentale che l’ha portata alla composizione. McGregor e Richter riescono dunque non solo a reinterpretare, omaggiare e riscrivere, ma fanno appunto anche un lavoro critico, strutturale oserei dire, sull’opera di Woolf, e lo fanno con competenza assoluta.  Continua a leggere