WOOLF WORKS, l’inchino di McGregor al genio di Woolf

“Woolf Works è in fondo proprio questo: un magnifico inchino a tempo di musica al genio di Virginia Woolf”. Così Elisa Bolchi conclude questo articolo, iniziando con “Non ci girerò intorno: Woolf Works è un capolavoro”.

Le righe di mezzo meritano il tempo che richiedono per essere lette. Non ci siamo sentite di mettere una diga ad un flusso di parole appassionate che sono scaturite spontanee, a poche ore dal termine dello spettacolo.  Fate un break e godetevi la lettura! woolf works 2.JPG  

Non ci girerò intorno: Woolf Works è un capolavoro. Più ancora di questo, Woolf Works è unico perché è un lavoro artistico e critico al tempo stesso, un lavoro informato,  competente,  intelligente, appassionato. È il risultato di “molti anni di pensiero in comune” (citando Woolf) di professionisti eccellenti e artisti talentuosi. A partire da Wayne McGregor, coreografo stabile alla Royal Opera House e genio dell’arte coreutica, che interpreta gli spazi scenici in modo vitale e lascia parlare i corpi dei suoi ballerini autonomamente, seppure in sintonia con ciò che li circonda. Le musiche originali di Max Richter sono poi non solo il corrispettivo musicale del ritmo della prosa di Virginia Woolf, ma il risultato del medesimo processo mentale che l’ha portata alla composizione. McGregor e Richter riescono dunque non solo a reinterpretare, omaggiare e riscrivere, ma fanno appunto anche un lavoro critico, strutturale oserei dire, sull’opera di Woolf, e lo fanno con competenza assoluta.  Continua a leggere