OMAGGIO A JANE

Che weekend, quello con Jane Austen. Più di tante foto, già viste su Facebook, qui, su Oggettisolidi, valgono le parole. Quelle di Manuela che sull’onda degli incontri a cui ha partecipato, con Jane e la altre, ci regala questo testo. La libraia Raffaella ne è rimasta incantata. 

Mia carissima Lizzy,
prendo in mano finalmente la penna per raccontarti di queste giornate di festeggiamenti per la cara zia Jane. Sarai ansiosa di sapere, presumo.

Per prima cosa lascia che ti dica che Monza è una cittadina davvero incantevole. Nonostante la nebbia che mi dicono normale in questo periodo dell’anno, è assai graziosa. Un po’ freddina, però.

Ho dovuto rinunciare alla mantellina di organza rosa che avevo comprato per sei pence nella bottega di Mr. Allen per l’occasione. Qui le ragazze sono costrette a indossare calzoni da uomo per ripararsi dal freddo e a portare le sciarpe orrendamente strette intorno al collo, invece che drappeggiate sulle spalle come ben richiederebbero!

Nel complesso, però, mi pare un posto gradevole dove soggiornare. Un po’ popolare, forse, ma con scorci di squisita eleganza. Villa Reale, per esempio. Maestosa. Non ho saputo trattenermi dal computare la rendita annuale della tenuta. Notevole, non c’è che dire. Nulla in confronto a Pemberly naturalmente, ma dovresti vedere come si tingono di rosa le vetrate al tramonto. Un nuovo e curioso sistema di lanterne, mi dicono, molto originale. Potreste proporlo anche voi a Lady Catherine De Bourgh.

Purtroppo non abbiamo potuto vedere il Re, pare non venga mai da queste parti. Un vero peccato lasciare vuote tutte quelle stanze! Si potrebbe pensare di tornarci in primavera, magari con i Bingley, e affittare la Villa per tutta la stagione.

Ho passeggiato con Mrs Fumagalli nel Roseto: la fioritura tardiva è splendida. Una vera affinità d’anima ci lega e le ho promesso un esemplare della rosa Jane che Collins ha innestato nel giardino della canonica. E’ così ben disposto per la potatura quell’uomo!

I festeggiamenti hanno avuto luogo nella sala grande accanto alle scuderie. Non immaginavo una simile folla! A stento si trovavano posti a sedere. Pare siano accorsi da tutta la regione per parlare di zia Jane; molte donne, si sa, ma anche bambini e, certo, qualche cane.

Mrs. Musicò e Mrs. Rampello ci hanno deliziato per tutto il pomeriggio con la lettura e i commenti delle opere della cara Jane. E che cosa non sono riuscite a farle dire! Sono sicura che ne sarebbe rimasta stupita anche lei.

Non sono mancati gli accenni ai suoi trascorsi giovanili. Qualcuno ha ripescato in un vecchio baule la storia della povera Alice che credevamo distrutta. Povera Alice! Con quel suo terribile colorito! Eppure pare che piaccia molto in questi territori del sud. Pittoreschi, indubbiamente.

Cara Lizzy, che commozione! Non ti nascondo di essere stata sul punto di svenire quando Mrs. Bolchi ha ricordato le care Elinor e Marianne.  Mrs. Pitzorno trova che i romanzi della zia Jane siano un ottimo rimedio contro l’insonnia. Dovremmo provare qualche volta: sono un vero toccasana, dice.

Mi accorgo di non averti accennato al te nel Roseto. Una meraviglia, anche se i crostini al cetriolo sono sempre troppo pochi e Mrs. Musicò ha dimenticato lo sherry a casa. Avresti dovuto vedere l’espressione di Lady Williams quando se ne è accorta!

Ora devo proprio lasciarti, cara Lizzy, mi attendono per i dagherrotipi di rito.

Ricordami al caro Darcy.

Con immutato affetto e amicizia eterna

Tua M.

DOPO, TUTTO E’ PIU’ DOLCE

dopo è tutto più dolceJane Austen come icona pop: la grande scrittrice è anche questo. E allora perché non prepararci al weekend dedicato a lei (30 settembre e 1 ottobre) trovandoci davanti a un’ottima cena alla Locanda Bergamotto, mercoledì 27 settembre? Nostra ospite sarà Camilla dell’Orto Necchi con il suo libro ‘Dopo, è tutto più dolce edito da Piemme.

Potremo parlare di apparenti sconfitte e nuove vittorie, di determinazione, di amore e di passione: l’allestimento in ‘stile austeniano’ ci aiuterà a calarci in un’atmosfera in cui le donne sono protagoniste della propria vita e sono fiere di raccontarlo al mondo. Vi aspettiamo!

Intanto ecco come ne parla Clara Maiorano

Metti insieme una cinquantenne con un animo coraggioso e inventivo al pari di quello di una ragazzina, un ex velista libero e anticonformista, un ristorante caldo e accogliente, sentimenti e tante piccole storie che si intrecciano l’una con l’altra ed ecco che prende vita “Dopo, tutto è più dolce” di Camilla dell’Orto Necchi.

Un romanzo capace di ricordare al lettore quanto forti siano le donne nel rinascere e nel ricrearsi ogni volta che la vita non appare poi così buona. A dare forma a tutta questa magia è Betta, donna fantasiosa e mai arrendevole. Proprio lei che in un batter di ciglia perde tutto il suo mondo: le amicizie della Milano bene, un lavoro come stylist e tutte quelle abitudini che la facevano sentire “importante” e realizzata: i party alla moda, gli inviti mondani, le vacanze a Formentera.

Betta è forte e tira fuori da subito il suo carattere: si mette in cerca di una strada nuova e decisamente più vitale da percorrere e ci riesce. Impara che, senza cuore e passione anche il migliore dei lavori non ha poi così senso. Si mette finalmente in gioco nell’amore e nell’amicizia in modo sincero e schietto, riesce a trovare la dimensione che più le appartiene.

“Più dolce”, infatti, non è solo il nome che Betta dà alla società di catering che gestisce insieme all’amico Tito, ma è anche la caratteristica che determinerà la sua nuova vita. Perché senza dolcezza, stare al mondo ha poco sapore. Una storia che può essere quella di tutte noi. Un mondo al femminile che secondo la descrizione di Tito “è caldo e accogliente, pratico e realista, capace di mettersi in discussione, di ammettere il torto, di trovare un compromesso, determinato a trovare la strada e a percorrerla fino in fondo senza indugio, e quasi sempre con gioia.”

Un mondo che si sposa bene anche con la visione che aveva Jane Austen dell’universo femminile. La splendida e unica Jane Austen che dedicò tutta se stessa e il suo lavoro all’analisi dell’anima e della vita delle donne e che tra pochi giorni (dal 30 settembre al 1 ottobre, Roseto Niso Fumagalli Villa Reale di Monza) andremo a conoscere un po’ più da vicino, grazie a un intero weekend a lei dedicato.

SIGNORINA ATTACCABRIGHE A CHI?

signorina attaccabrighe.JPGIn attesa di trascorrere “Un weekend con Jane Austen”, perché non cominciare ad assaporarne la bravura con un titolo non scontato? Si tratta di Signorina attaccabrighe illustrato da Andrea Joseph e pubblicato da Donzelli Editore. Più che per bambini, per adolescenti e per eterne adolescenti, ciascuno leggendo si può fare la sua idea. Ecco cosa ne pensa un’amica di Virginia e co. 

Una giovanissima Jane Austen, nel 1790, scrive quello che si potrebbe definire un “mini romanzo” adatto anche a giovani lettori. Poche pagine intense dove ogni battuta emana una sorta di magia a cui non si può proprio resistere. Risulta infatti assai difficile non farsi coinvolgere dall’arguta ironia, tipica della Austen, e dal mondo surreale che qui crea. Il “librettino” in questione è “La signorina attaccabrighe”.

Pagine esilaranti dove i protagonisti assoluti risultano essere i vizi dei nobili. Una Jane Austen che non si risparmi affatto nel fare il verso alle piccolezze d’animo dei suoi personaggi e alle loro abitudini che, al di là del gioco dei dadi e della passione per qualche bicchierino di troppo, sembra proprio non riescano ad andare.

Tutto è sopra le righe. Anche i sentimenti più alti come l’amicizia e l’amore vengono vissuti in un modo talmente surreale, da risultare ridicoli. Non a caso, infatti, il romanzo si apre con una festa di compleanno in maschera, quella di Mister Johnson, la cosiddetta Mascherata dove i nobili di Pammydiddle (Imbrogliopoli) sfogliano le loro migliori “Virtù”. In testa a tutti c’è poi lei: Alice, fanciulla di belle speranze con una spiccata debolezza per il vinello rosso, perdutamente innamorata di Charles Adams.

Un amore non corrisposto le cui pene generano discorsi tra Alice e Lady Williams che hanno, a dir poco, dell’assurdo. Una scrittura veloce, diretta e molto piacevole. Una buona lettura anche per adolescenti che possono, tolto il velo della trama, imparare quel modo critico di guardare alla società che è proprio di Austen. Imparare da lei a togliere le maschere per farsi un’idea vera del mondo di cui fanno parte. Un piccolo e divertente aiuto letterario per allenarsi a diventare uomini e donne liberi.

SEI ROMANZI PERFETTI, E SAGGI

Un libro saggio, perché è un saggio appassionante come pochi lo sono. Trasmette l’amore che Liliana Rampello ha per l’oggetto del volume e non è possibile restare indifferenti. Parola di libraia Raffaella. Il libro è pubblicato da Il Saggiatore, si intitola “Sei romanzi perfetti” ed è perfetto per essere letto con calma, nella pausa estiva.