Andanza – il diario di Sarah Manguso

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di Lucrezia Medici

Si presenta come un piccolo libricino giallo, schizzato di inchiostro. È Andanza, il diario di Sarah Manguso. Malgrado le sue ridotte dimensioni, racchiude una potenza e una densità enormi.

Non è solo un diario, ma è un flusso di coscienza, un vortice in cui l’autrice conduce il lettore, facendolo addentrare nella sua vita più intima.

Sarah Manguso si confida in queste pagine, si apre totalmente al lettore annotando i suoi pensieri, i suoi dubbi, le sue paure e le sue ossessioni. L’ossessione di fermare il tempo con la scrittura, annotandosi ogni minimo istante per paura che il tempo stesso la porti via con sé non lasciando più nulla.

Questo libro mi ha fatta entrare in un’altra dimensione, come un’esploratrice vagavo tra le pagine che piano piano mettevano a nudo anche una parte di me. Perchè è questo che fa il libro: parla di tutti noi e in ogni frase o pensiero sicuramente vi ritroverete. Sarete come Manguso, angustiata da mille tematiche della vita e sorpresa da altre. E l’unica àncora di salvezza nella tempesta che si scatenava nella sua mente è proprio la scrittura.

La frase che mi è rimasta più impressa è questa:

Avrei voluto annotare ogni istante, ma il tempo non è fatto di istanti, li contiene. E nel tempo c’è molto altro.”

 Questo libro è di una profondità e sensibilità disarmante.

Ma alla fine, mi è rimasto il dubbio: nel tempo, cosa c’è?

HOP, VIRGINIA

virginia hop edDall’incontro tra la penna essenziale di Lorenza Tonani e lo stile grafico lineare di Lucrezia Buganè (Lucrèce) nasce “Virginia” di Hop Edizioni, un incantevole picture book dedicato alla vita della straordinaria Virginia Woolf .

Il testo fa parte della collana “Per aspera ad astra” La forza delle donne, una linea coraggiosa di romanzi illustrati che raccontano quelle che sono state, ma che lo sono anche tuttora, tra le più importanti figure femminili del panorama artistico, letterario e musicale. Il comune denominatore che unisce tutte queste personalità uniche e rare è la inestinguibile volontà di realizzare il proprio destino al di là di ogni impedimento. E chi meglio di Virginia Woolf può incarnare tutta questa convinzione?

Una donna che ha lottato sempre contro il conformismo della sua epoca. Contro una società e una mentalità che voleva l’universo femminile votato solo al matrimonio. Il romanzo tratteggia in modo asciutto tutta la vita della scrittrice, seguendo le tappe più importanti della sua esistenza e dedicando particolare attenzione alla matrice di cui fu composta l’anima di Virginia.

Un’anima talmente sensibile da riuscire a inabissarsi così profondamente nel proprio essere da smarrire la luce vitale e il controllo della mente. Caparbia, volitiva fino allo stremo, accesa dal fuoco sacro della scrittura e dotata di una intelligenza fuori dal comune. Un vero genio.

Il riuscitissimo connubio tra il potere della parola e quello delle immagini che dà forma al romanzo regala poi al lettore una conoscenza ancora più intensa della personalità e di quella immensa forza che ebbe Virginia nel trasformare il proprio essere, tra tormenti interiori e superbe rinascite, in un capolavoro di libertà. Delicato e poetico il ritratto sulla bellezza fisica della scrittrice.

Virginia Woolf per noi donne è certamente ancora un esempio luminoso. Un monito a non cedere mai alla tentazione di omologarsi al sentire comune, pena il rischio di perdere di vista la realizzazione del proprio e autentico io, dei personali talenti e desideri profondi. Questo il nocciolo dell’omaggio che la casa editrice Hop ha voluto
dedicare alla insuperabile autrice. Ma di Virginia e su Virginia non si smette mai di imparare e scoprire nuovi aspetti della sua persona e della sua arte.

Per questo, chiunque abbia desiderio di approfondire e vivere un po’ più da vicino e dal vivo la bellezza del mondo infinito e poliedrico della Woolf, dal 24 al 26 novembre può farlo immergendosi negli eventi proposti dal II Festival Letterario a Lei dedicato: Il Faro in una stanza, concepito con amore e passione dalla nostra Raffaella Musicò. Il festival si svolge in vari luoghi della città di Monza.

Per tutte le informazioni a riguardo, facebook: “Il faro in una stanza”

mail: raffaella.musicò@gmail.com

tel. 039 2276483

 CURIOSITA’
La frase: “Per aspera ad astra” ha origini latine ( Per aspera sic itur ad astra) e vuol dire: “attraverso le asperità sino alle stelle”. Bella, no? Perfetto e incoraggiante motto che insegna a non mollare mai!

FATEVI DA PARTE. È IL TURNO DELLE RAGAZZE…ELETTRICHE

Ragazze elettriche di Naomi Alderman, un libro Nottetempo. Un libro da non lasciarsi scappare, un concentrato di energia e di riflessioni. Beatrice lo ha letto e non esita a consigliarlo, così.

Sei una donna. Non puoi uscire da sola di notte, è pericoloso.
Sei una donna. Non puoi guadagnare quanto un uomo: sei più debole, meno resistente e quindi
meno produttiva.
Sei una donna. Sei fertile, la tua capacità di dare forma a una vita diventa una colpa, un dovere o
una costrizione.
Sei una donna. Devi decidere: o carriera o famiglia.

Sei una donna. Sei elettrica. Adesso nessuno può più dirti cosa devi fare.

Naomi Alderman costruisce una distopia partendo da un mondo che è la fotocopia del  nostro presente. A poco a poco, in questo mondo in cui le gerarchie del potere sono le stesse del nostro, comincia a diffondersi uno strano fenomeno: prima le ragazze, giovani, meno di quindici anni, poi anche le donne, tutte le donne, sviluppano una matassa tra le clavicole che contiene una riserva di energia trasmissibile tramite le mani.

ragazze elettricheQuesta energia è parte di loro, come potrebbe esserlo un braccio o una gamba o ancora meglio un cuore. Ma, soprattutto, questa energia dà loro il potere. Il potere di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche generate dalla matassa.

Adesso sono le donne ad avere il potere e, ovviamente, niente potrà più essere lo stesso. Gli uomini smettono di essere i carnefici e diventano le potenziali vittime di una rabbia che è stata tenuta troppo a lungo celata, di un odio che diventa distruttivo e che porta alla costruzione di un nuovo ordine globale.

Quattro voci ci conducono fin nelle radici più profonde di questo romanzo, radici che penetrano in profondità e spaccano la roccia, come quelle di un albero, come quelle del potere.

C’è Roxy, dotata di un’energia straordinaria, figlia di un potente boss mafioso e abituata fin da ragazzina alla violenza, nutrita dal desiderio della vendetta. Poi c’è Allie, tormentata da un passato di rifiuto e di abusi che scopre di avere le doti di una leader
e che, sotto i consigli di una voce nella sua testa che è un po’ un daimon, un po’ la madre perduta, riesce a formare una comunità di donne a lei fedeli e a diventare “Eva”, il pilastro di una nuova chiesa che prima del Padre onora la Madre. C’è Margot, una donna di successo che sogna una carriera politica ma costretta a fare a patti con i propri superiori, uomini, meno dotati di lei. Le cose cambieranno quando sua figlia, una ragazza che fatica a controllare il proprio potere, le trasmetterà il “Dono”, l’inebriante energia della matassa.

All’inizio dovrà nasconderlo perché questa energia senza freni posseduta dalle donne terrorizza l’opinione pubblica. Ma scoprirà ben presto che è facile controllarlo, celarlo e poi, quando verrà il momento, utilizzarlo. Non ci sono solo voci femminili, c’è anche quella di un uomo: Tunde, reporter nigeriano che inseguirà per il mondo gli stravolgimenti che questa mutazione ha portato, rischiando di trovare la morte per mano di una donna ma scoprendo la salvezza per mano di un’altra.

Nell’alternarsi di queste voci scorrono le vicende del mondo: le donne, nei paesi in cui sono state sempre sottomesse, dall’Arabia saudita all’India, si ribellano e iniziano a comandare. Adesso sono loro ad avere il potere e non si fanno sfuggire l’occasione di vendicarsi di secoli di soprusi. In Moldavia il crudele dittatore che governa il paese viene ucciso dalla propria moglie che assume il potere e dichiara la nascita di una repubblica delle donne. Ma cosa succede quando esiste un potere che nulla sembra capace di piegare? Il potere diventa tiranno e la giustizia carneficina.

A fare da cornice al romanzo c’è uno scambio di e-mail tra due scrittori, un uomo, Neil Adam Armon, anagramma del nome dell’autrice, e una donna, Naomi. Capiamo, nello scambio che conclude il romanzo, che queste mail appartengono al futuro che la storia delle ragazze elettriche ha prefigurato, un futuro che è il rovescio del nostro.

Naomi scrive al suo collega scrittore: Hai preso in considerazione la possibilità di pubblicare questo libro firmandolo con un nome di donna? Cosa vogliono davvero le donne? Per Naomi Alderman la risposta è: il potere. Sarebbero capaci di essere diverse dagli uomini? Anche questa risposta, alla fine del romanzo, appare chiara e non può che tornare in mente l’incipit del libro: La forma del potere è sempre la stessa: è la forma di un albero.

Cosa impariamo del mondo di oggi leggendo Ragazze elettriche?

Non passa giorno in cui non apprendiamo di donne uccise da uomini che confondono la perversione del potere con l’amore, di donne che vengono lapidate per aver esercitato un briciolo di libertà e a cui non badiamo perché appartengono a società lontane dalla nostra che tanto si vanta di essere globalizzata. Forse in una distopia ci siamo già. Non ce ne rendiamo conto perché è diventata un’abitudine.

L’ANGOLO DEL MONDO

l'angolo di mondo

L’angolo del mondo. Quale? Quello raccontato nel libro pubblicato da Marcos y Marcos. Lo ha scritto la cubana Mylene Fernández Pintado. La nostra Clara, amica di Virgina e Co. ce ne parla parecchio bene. E’ un “angolo del mondo” che vale la pena di leggere.

Una proposta letteraria accolta: scrivere la prefazione dell’Eschimese, il romanzo di un giovanissimo autore e la vita di Marian, insegnante di spagnolo all’Università dell’Avana, finalmente si trasforma assumendo il suo vero colore.

E da donna “congelata” in una quotidianità apparentemente equilibrata ma priva di passione si ritrova finalmente libera e vitale, salva da quello schema grigio e tiepido che ormai era diventata la sua esistenza. Una vita che oltre il lavoro in Università e i fugaci e insoddisfacenti rapporti amorosi con l’ex marito non sapeva andar oltre.

L’occasione grazie alla quale Marian inizia a “volare” ha un nome ben preciso: Daniel Arco, il giovane autore di cui lei stessa sta curando la prefazione del libro. Lui, così  bohemien, spregiudicato e furente di vita riesce a irrompere e a scombussolare tutto il suo mondo un po’ troppo ordinato, inondandola di passione. Nulla riesce a separali. Nulla tranne un sogno, quello di Daniel di raggiungere la Spagna per costruire insieme un futuro migliore. Una vita fatta di amore e letteratura. Una vita poetica, folle e romantica. Marian non parte. Sceglie di restare nella sua amata e conosciuta Avana.

Non crede nella concretezza delle promesse di Daniel. Ma i suoi pensieri e il suo essere è sempre rivolto verso di lui. Il tempo senza Daniel non ha più sapore. Può un amore così forte e intenso finire in questo modo?

Questo il cuore del romanzo di Mylene Fernandez Pintado: “L’angolo del mondo”. Uno scritto che è un intreccio ben riuscito tra la storia personale di Marian e quelli che sono gli eventi e la cultura della città dell’Avana. Un romanzo che colpisce per le sue molteplici tinte. Le tinte sfocate e un po’ retrò della vita di Marian prima dell’arrivo di Daniel, quelle passionali e infuocate del loro amore e le tinte calde e nette di
Cuba.

A SAN PIETROBURGO CON IPERBOREA

bagliori a san pietroburgoUn romanzo che ci conduce verso i mesi freddi, si intitola “Bagliori a San Pietroburgo, ce lo consiglia così Dina Patelli, lettrice amica di Virgina e Co. Pubblicato da Iperborea, questo volume è stato scritto da Jan BROKKEN.

E’ un romanzo sentimentale -“a volte tutto si fonde in un’esplosione di bellezza”-, questo scritto di Brokken; un racconto in forma di saggi descrittivi, una guida alla storia -“il paradiso bolscevico è un inferno”- e alla città di San Pietroburgo, ai suoi monumenti, alle sue strade, alla sua poesia -“quando si viaggia si è in perenne dialogo con il passato…ciò che lo colpì fu la luce.

Una luce diversa rispetto a Mosca, che si rifletteva sul ghiaccio e sulle acque della Neva…tutto è musica in questa città. Anzi, sono la letteratura, la musica, l’arte figurativa, il teatro a sprigionare il bagliore che emana questa città”.

In cammino con Dostoevskij, Brodskij, Esenin, Solženicyn, Osip Mandel’stam, Gogol, Solženicyn, Šostakovič, Stravinskij, Rachmaninov, Malevic, Nina Berberova dai grandi occhi scuri (ma non manca un cenno alla moscovita Marina Cvetaeva, rude e scabrosa), Bagliori a San Pietroburgo si apre con la sofisticata Anna Achmatova “E non per me sola prego,/ Ma per tutti coloro che erano con me, laggiù,/ Nel freddo spietato, nell’afa di luglio,/ Sotto la rossa muraglia abbacinata”, per il figlio in carcere.

Brokken ancora a lei fa ritorno, in chiusura, in versi di sconsolata malinconia “Non vado né dritto né in cerchio/ Mai, da nessuna parte/ Come un treno che ha deragliato”.
È stato un ritorno, per me, questa lettura. Una viandanza. Amatissimo.

OMAGGIO A JANE

Che weekend, quello con Jane Austen. Più di tante foto, già viste su Facebook, qui, su Oggettisolidi, valgono le parole. Quelle di Manuela che sull’onda degli incontri a cui ha partecipato, con Jane e la altre, ci regala questo testo. La libraia Raffaella ne è rimasta incantata. 

Mia carissima Lizzy,
prendo in mano finalmente la penna per raccontarti di queste giornate di festeggiamenti per la cara zia Jane. Sarai ansiosa di sapere, presumo.

Per prima cosa lascia che ti dica che Monza è una cittadina davvero incantevole. Nonostante la nebbia che mi dicono normale in questo periodo dell’anno, è assai graziosa. Un po’ freddina, però.

Ho dovuto rinunciare alla mantellina di organza rosa che avevo comprato per sei pence nella bottega di Mr. Allen per l’occasione. Qui le ragazze sono costrette a indossare calzoni da uomo per ripararsi dal freddo e a portare le sciarpe orrendamente strette intorno al collo, invece che drappeggiate sulle spalle come ben richiederebbero!

Nel complesso, però, mi pare un posto gradevole dove soggiornare. Un po’ popolare, forse, ma con scorci di squisita eleganza. Villa Reale, per esempio. Maestosa. Non ho saputo trattenermi dal computare la rendita annuale della tenuta. Notevole, non c’è che dire. Nulla in confronto a Pemberly naturalmente, ma dovresti vedere come si tingono di rosa le vetrate al tramonto. Un nuovo e curioso sistema di lanterne, mi dicono, molto originale. Potreste proporlo anche voi a Lady Catherine De Bourgh.

Purtroppo non abbiamo potuto vedere il Re, pare non venga mai da queste parti. Un vero peccato lasciare vuote tutte quelle stanze! Si potrebbe pensare di tornarci in primavera, magari con i Bingley, e affittare la Villa per tutta la stagione.

Ho passeggiato con Mrs Fumagalli nel Roseto: la fioritura tardiva è splendida. Una vera affinità d’anima ci lega e le ho promesso un esemplare della rosa Jane che Collins ha innestato nel giardino della canonica. E’ così ben disposto per la potatura quell’uomo!

I festeggiamenti hanno avuto luogo nella sala grande accanto alle scuderie. Non immaginavo una simile folla! A stento si trovavano posti a sedere. Pare siano accorsi da tutta la regione per parlare di zia Jane; molte donne, si sa, ma anche bambini e, certo, qualche cane.

Mrs. Musicò e Mrs. Rampello ci hanno deliziato per tutto il pomeriggio con la lettura e i commenti delle opere della cara Jane. E che cosa non sono riuscite a farle dire! Sono sicura che ne sarebbe rimasta stupita anche lei.

Non sono mancati gli accenni ai suoi trascorsi giovanili. Qualcuno ha ripescato in un vecchio baule la storia della povera Alice che credevamo distrutta. Povera Alice! Con quel suo terribile colorito! Eppure pare che piaccia molto in questi territori del sud. Pittoreschi, indubbiamente.

Cara Lizzy, che commozione! Non ti nascondo di essere stata sul punto di svenire quando Mrs. Bolchi ha ricordato le care Elinor e Marianne.  Mrs. Pitzorno trova che i romanzi della zia Jane siano un ottimo rimedio contro l’insonnia. Dovremmo provare qualche volta: sono un vero toccasana, dice.

Mi accorgo di non averti accennato al te nel Roseto. Una meraviglia, anche se i crostini al cetriolo sono sempre troppo pochi e Mrs. Musicò ha dimenticato lo sherry a casa. Avresti dovuto vedere l’espressione di Lady Williams quando se ne è accorta!

Ora devo proprio lasciarti, cara Lizzy, mi attendono per i dagherrotipi di rito.

Ricordami al caro Darcy.

Con immutato affetto e amicizia eterna

Tua M.

DOPO, TUTTO E’ PIU’ DOLCE

dopo è tutto più dolceJane Austen come icona pop: la grande scrittrice è anche questo. E allora perché non prepararci al weekend dedicato a lei (30 settembre e 1 ottobre) trovandoci davanti a un’ottima cena alla Locanda Bergamotto, mercoledì 27 settembre? Nostra ospite sarà Camilla dell’Orto Necchi con il suo libro ‘Dopo, è tutto più dolce edito da Piemme.

Potremo parlare di apparenti sconfitte e nuove vittorie, di determinazione, di amore e di passione: l’allestimento in ‘stile austeniano’ ci aiuterà a calarci in un’atmosfera in cui le donne sono protagoniste della propria vita e sono fiere di raccontarlo al mondo. Vi aspettiamo!

Intanto ecco come ne parla Clara Maiorano

Metti insieme una cinquantenne con un animo coraggioso e inventivo al pari di quello di una ragazzina, un ex velista libero e anticonformista, un ristorante caldo e accogliente, sentimenti e tante piccole storie che si intrecciano l’una con l’altra ed ecco che prende vita “Dopo, tutto è più dolce” di Camilla dell’Orto Necchi.

Un romanzo capace di ricordare al lettore quanto forti siano le donne nel rinascere e nel ricrearsi ogni volta che la vita non appare poi così buona. A dare forma a tutta questa magia è Betta, donna fantasiosa e mai arrendevole. Proprio lei che in un batter di ciglia perde tutto il suo mondo: le amicizie della Milano bene, un lavoro come stylist e tutte quelle abitudini che la facevano sentire “importante” e realizzata: i party alla moda, gli inviti mondani, le vacanze a Formentera.

Betta è forte e tira fuori da subito il suo carattere: si mette in cerca di una strada nuova e decisamente più vitale da percorrere e ci riesce. Impara che, senza cuore e passione anche il migliore dei lavori non ha poi così senso. Si mette finalmente in gioco nell’amore e nell’amicizia in modo sincero e schietto, riesce a trovare la dimensione che più le appartiene.

“Più dolce”, infatti, non è solo il nome che Betta dà alla società di catering che gestisce insieme all’amico Tito, ma è anche la caratteristica che determinerà la sua nuova vita. Perché senza dolcezza, stare al mondo ha poco sapore. Una storia che può essere quella di tutte noi. Un mondo al femminile che secondo la descrizione di Tito “è caldo e accogliente, pratico e realista, capace di mettersi in discussione, di ammettere il torto, di trovare un compromesso, determinato a trovare la strada e a percorrerla fino in fondo senza indugio, e quasi sempre con gioia.”

Un mondo che si sposa bene anche con la visione che aveva Jane Austen dell’universo femminile. La splendida e unica Jane Austen che dedicò tutta se stessa e il suo lavoro all’analisi dell’anima e della vita delle donne e che tra pochi giorni (dal 30 settembre al 1 ottobre, Roseto Niso Fumagalli Villa Reale di Monza) andremo a conoscere un po’ più da vicino, grazie a un intero weekend a lei dedicato.

DIPENDE DA DOVE VUOI ANDARE

dipende dove vuoi andareIl libro di Stefania Convalle, nelle mani di una lettrice amica di Virginia e co. . Si intitola Dipende da dove vuoi andare e ci porta di fronte a molte domande e a qualche risposta. 

“Questo libro inizia con la tragica storia di Anna. Lei che ama Luca e dal loro amore doveva nascere una bellissima bambina. Purtroppo non è stato così.

“Che strada dovrei prendere ? Dipende da dove vuoi andare“ , domanda che sembra banale , ma che entra forte come un pugno nello stomaco . Forte come l’amore,
questa volta però un amore violento, malato.

Luca torna ad amare , vuole ricominciare. Anna no, non può. Le è stato brutalmente impedito. Ma non vuole che accada anche a Maria , nuova compagna di quello che credeva fosse l’uomo della sua vita.

Con delicatezza, suspence e mistero , questo libro conduce il lettore nella mente , nei pensieri più profondi dei tre personaggi, trattando un tema complesso : il femminicidio. La parte più commovente, spirituale e soprannaturale, è il legame inscindibile tra le due donne, che va oltre il tempo e lo spazio.

Si indaga anche la mente di Luca, senza voler scadere in giudizi . Il lettore lo conosce, si immerge nei suoi pensieri , comprende che ha una duplice personalità: vuole vivere davvero un amore sincero, fatto di delicatezza ma allo stesso tempo non riesce a gestire le sue emozioni e i suoi sentimenti. Il suo cuore è diviso in due. E non sa come ricomporre i pezzi.

È un libro che devono leggere tutti. Che tiene incollato il lettore fino alla fine. Che fa amare profondamente Anna. Che fa preoccupare per la sorte di Maria. Che scava in ogni sfaccettatura di Luca. Le donne devono leggerlo per dire a loro stesse “posso rinascere “. Gli uomini per provare a ritrovare loro stessi.

SIGNORINA ATTACCABRIGHE A CHI?

signorina attaccabrighe.JPGIn attesa di trascorrere “Un weekend con Jane Austen”, perché non cominciare ad assaporarne la bravura con un titolo non scontato? Si tratta di Signorina attaccabrighe illustrato da Andrea Joseph e pubblicato da Donzelli Editore. Più che per bambini, per adolescenti e per eterne adolescenti, ciascuno leggendo si può fare la sua idea. Ecco cosa ne pensa un’amica di Virginia e co. 

Una giovanissima Jane Austen, nel 1790, scrive quello che si potrebbe definire un “mini romanzo” adatto anche a giovani lettori. Poche pagine intense dove ogni battuta emana una sorta di magia a cui non si può proprio resistere. Risulta infatti assai difficile non farsi coinvolgere dall’arguta ironia, tipica della Austen, e dal mondo surreale che qui crea. Il “librettino” in questione è “La signorina attaccabrighe”.

Pagine esilaranti dove i protagonisti assoluti risultano essere i vizi dei nobili. Una Jane Austen che non si risparmi affatto nel fare il verso alle piccolezze d’animo dei suoi personaggi e alle loro abitudini che, al di là del gioco dei dadi e della passione per qualche bicchierino di troppo, sembra proprio non riescano ad andare.

Tutto è sopra le righe. Anche i sentimenti più alti come l’amicizia e l’amore vengono vissuti in un modo talmente surreale, da risultare ridicoli. Non a caso, infatti, il romanzo si apre con una festa di compleanno in maschera, quella di Mister Johnson, la cosiddetta Mascherata dove i nobili di Pammydiddle (Imbrogliopoli) sfogliano le loro migliori “Virtù”. In testa a tutti c’è poi lei: Alice, fanciulla di belle speranze con una spiccata debolezza per il vinello rosso, perdutamente innamorata di Charles Adams.

Un amore non corrisposto le cui pene generano discorsi tra Alice e Lady Williams che hanno, a dir poco, dell’assurdo. Una scrittura veloce, diretta e molto piacevole. Una buona lettura anche per adolescenti che possono, tolto il velo della trama, imparare quel modo critico di guardare alla società che è proprio di Austen. Imparare da lei a togliere le maschere per farsi un’idea vera del mondo di cui fanno parte. Un piccolo e divertente aiuto letterario per allenarsi a diventare uomini e donne liberi.

SPARTITO DOPPIO

“Un libro dalle piccole dimensioni ,in cui è nascosto un grande gioiello letterario”. Si intitola “Spartito doppio – Adagio da Lisbona (iemme edizioni) lo ha scritto Sergio Califano e a definirlo così è Lucrezia, una lettrice amica di Virginia e co. e della libraia Raffaella. 

Questo libro narra la storia di una donna e di un uomo, della loro passione, di una fuga, di una casa sul mare e di un vigneto a Lisbona. Come protagonisti ha i ricordi, ricordi di un amore travolgente interrotto bruscamente e senza un motivo apparente .

È anche la storia che fa luce su quanto siano importanti la determinazione e la speranza. Speranza che l’amore c’è sempre , dovunque, mentre tutto il resto sembra che stia crollando.

spartito doppio

Le lettere, uno scambio epistolare tra i due amanti , fanno immergere il lettore nella loro storia d’amore. Sono lettere che si scambiano dopo anni di assenza incolmabile . In esse affiorano sentimenti contrastanti: rabbia, rancore, nostalgia, passione, desiderio. Una storia in cui inevitabilmente ci si immedesima, in cui io stessa avrei voluto aiutare i due amanti ad incontrarsi nella loro casa portoghese.

Un libro che, fa commuovere. È una lettura per chi crede nella forza della carta e della penna, per chi crede nella fuga ma anche nel ritorno, per chi vorrebbe prendere un aereo e raggiungere Lisbona per sentire un chitarrista cantare un fado. È un libro per chi crede che ogni incontro sia già scritto nel destino. Soprattutto , è un libro per chi conserva con cura ogni ricordo che la vita dona.

“….Fammi tornare qualche attimo sul tuo petto , che odora di inquietudine che non riesci a mandar via , con il mio viso stanco , col respiro caldo sulla tua maglietta che assorbe qualche lacrima di tensione che si scioglie , piano , piano e poi un minimo di riposo ….il riposo. Questa sensazione di riposo che mi dai, che mi davi […] Non ci si incontra per caso .”