AVVENTURE TRA LE PAGINE, VIETATE AI MAGGIORENNI

L’ultimo sognatore di Cristian Martini (ed. La Memoria del Mondo) è il libro attorno a cui si è riunito per la prima volta il gruppo di lettura per ragazzi della scuola media, scegliendo di chiamarsi “Avventure tra le pagine“. Ecco il loro primo diario di “viaggio”

ultimo sognatoreCirca un mese dopo questo primo incontro ci siamo trovati per parlare del libro ed erano presenti anche l’autore e l’editore. Quest’ultimo ci ha raccontato cosa vuol dire fare questo mestiere: scegliere tra tante proposte di manoscritti che arrivano, immaginare e far realizzare la copertina, decidere il formato del libro. Poi il libro viene acquistato dal distributore e da questo viene rivenduto alle librerie e finalmente arriva nelle mani del lettore.

Cristian, l’autore, è un ragazzo di poche parole ma simpatico; ci ha raccontato che viaggia molto, e che ci mette poco a scrivere un libro perché quando lo fa ci si dedica completamente, e usa proprio il tempo che trascorre in giro per il mondo. Continua a leggere

Consigli di un lettore gentile

“Eugenio è Eugenio. Se lo conosceste sapreste che basterebbe dire questo. Quando è venuto in libreria la prima volta ha comprato delle vere chicche, di cui andavo molto fiera – e ne ha comprate tante. Gentile, con un’educazione antica e piacevole e una conversazione brillante, critica, stimolante. Il cliente ideale. E un buon amico, adesso. Legge tanto e ama dire la sua, nel suo stile personalissimo, con l’ironia che lo contraddistingue, cercando l’emozione oltre tutte le parole. Buona lettura!”. La libraia Raffaella descrive così l’autore delle recensioni in pillole che vi proponiamo.. Sono una guida gentile e brillante, proprio come Eugenio, per chi è in cerca di titoli che sanno ricavarsi un posto nel cuore e sulle nostre mensole. Continua a leggere

e RICCARDIN DAL CIUFFO incontrò Arianna

riccardin dal ciuffo.JPGSull’onda di BRUMA, Arianna Giancani si è tuffata nella lettura di “Riccardin dal ciuffo” di Amélie Nothomb e non ha problemi ad ammetterlo: anche questa volta “l’autrice torna a incantarci”. Leggiamo dalle sue parole, il perché.

Con il suo ultimo libro torna a incantarci servendosi delle prodigiose possibilità che offre la fiaba, dei suoi significati e dello spazio che concede alla meraviglia senza stiparla in una spiegazione.

Non che l’autrice belga si sia mai preoccupata di giustificare i suoi imprevedibili slanci nella magia, le sue virate nei finali irreali (come l’incantevole conclusione di Barbablù) ma, nella sua personale rivisitazione della fiaba di Perrault, riesce a muoversi nell’improbabile con una grazia particolare. Continua a leggere

STUPORE E TREMORI: una splendida Amélie

“Una splendida Amélie che non vedo l’ora di ritrovare in altri romanzi” quella che ha scritto “Stupore e tremori”. Non ha dubbi, Valentina Dagrada che elegge questo volume, edito da Voland, “Il libro che più mi piace della Nothomb”. stupori-e-tremori

Amélie Nothomb è appena stata a BruMa a presentare il suo ultimo libro. Parlando con la nostra mitica libraia Raffaella e con Marta Abbà mi è venuta voglia di rileggere il libro con cui l’ho scoperta… Stupori e tremori!

Si tratta di un libro regalatomi come ringraziamento di amicizia… che bello! Già i presupposti erano ottimi… lo avevo profondamente amato nel 2002, mi ero divertita un sacco a leggerlo e per alcuni versi mi ero immedesimata nelle vicissitudini dell’io narrante: l’episodio in cui Amélie deve ricalcolare gli importi delle fatture e verificare che gli importi siano corretti era una fotografia esatta della mia totale idiosincrasia verso i numeri… Continua a leggere

BELLA E MORTA a Torremolinos

bella-era-bella-morta-era-morta“Fai le valigie che andiamo!” mi dice la libraia Raffaella appena riceve la recensione di Chiara Zammarchi. Si tratta di una amica lettrice che abita in Spagna, a Torremolinos, dove ha aperto un bistro letterario e ha invitato Virginia e Co ad organizzare una cena con l’autrice da lei!!!! Ecco il perché delle valigie. Ecco un libro che Chiara consiglia di ficcarci dentro.

 

 

 

Ho conosciuto Virginia e Co., all’estero, grazie a Facebook, bisogna ammetterlo. E’ stata una fortuna, perché i suoi post pieni di passione mi hanno trascinato nella sua libreria, per me virtuale, convincendomi a fidarmi di lei.

Così mi sono azzardata a chiederle l’invio di alcuni libri su Virginia Woolf e di uno a sua scelta senza darle alcuna indicazione sui miei “gusti”: completamente alla cieca! Non solo Raffaella si è resa disponibile a cercare il minor costo di spedizione possibile, ma è stata subito anche estremamente e sorprendentemente entusiasta. Continua a leggere

MOGLI E FIGLIE. E chi ne legge

Sì, sono 688 pagine, ma per raccontare “Mogli e figlie”, Elisabeth Gaskell le ha dovute scrivere. Pubblicate Jo March nella collana Atlantide, sono arrivate nelle mani di Simonetta che non ha dubbi: “E’ da leggere!” e così lo commenta. 

Un romanzo di 680 pagine al quale non mi sarei mai accostata, se non mi fosse stato consigliato dalla libraia! L’affresco ottocentesco di una cittadina di campagna inglese, dove si intrecciano le storie di numerosi personaggi, immersi nei problemi di “tutti i giorni” come recita il sotto-titolo.moglie-e-figlie

Un libro per il quale non è scoccato subito il colpo di fulmine; il piacere della lettura è andato infatti crescendo man mano che le pagine passavano e i contorni della storia diventavano più netti e ricchi di particolari.

Una narrazione gradevole, che, seppur legata ad un’epoca passata, mi ha costretta a divorare il romanzo, alla ricerca del finale della storia di Molly e Cynthia, due fanciulle, due “sorellastre”, molto differenti: l’una simile ad una gatta, affascinante, misteriosa e indipendente e l’altra fedele, devota e affidabile come una cagnolina.

Un finale chiaramente delineato negli ultimi capitoli, ma purtroppo non direttamente scritto dall’autrice, morta prima di arrivare a mettere alla parola “fine”.

“Mogli e figlie. Una storia di tutti i giorni” è stato tradotto da Mara Barbuni, autrice a sua volta della prima biografia in italiano di Elizabeth Gaskell. “Sui passi di Elizabeth Gaskell” (Jo March 2016)

Da esplorare il blog di Elizabeth Gaskell e il blog di Mara Barbuni 

WOOLF WORKS, l’inchino di McGregor al genio di Woolf

“Woolf Works è in fondo proprio questo: un magnifico inchino a tempo di musica al genio di Virginia Woolf”. Così Elisa Bolchi conclude questo articolo, iniziando con “Non ci girerò intorno: Woolf Works è un capolavoro”.

Le righe di mezzo meritano il tempo che richiedono per essere lette. Non ci siamo sentite di mettere una diga ad un flusso di parole appassionate che sono scaturite spontanee, a poche ore dal termine dello spettacolo.  Fate un break e godetevi la lettura! woolf works 2.JPG  

Non ci girerò intorno: Woolf Works è un capolavoro. Più ancora di questo, Woolf Works è unico perché è un lavoro artistico e critico al tempo stesso, un lavoro informato,  competente,  intelligente, appassionato. È il risultato di “molti anni di pensiero in comune” (citando Woolf) di professionisti eccellenti e artisti talentuosi. A partire da Wayne McGregor, coreografo stabile alla Royal Opera House e genio dell’arte coreutica, che interpreta gli spazi scenici in modo vitale e lascia parlare i corpi dei suoi ballerini autonomamente, seppure in sintonia con ciò che li circonda. Le musiche originali di Max Richter sono poi non solo il corrispettivo musicale del ritmo della prosa di Virginia Woolf, ma il risultato del medesimo processo mentale che l’ha portata alla composizione. McGregor e Richter riescono dunque non solo a reinterpretare, omaggiare e riscrivere, ma fanno appunto anche un lavoro critico, strutturale oserei dire, sull’opera di Woolf, e lo fanno con competenza assoluta.  Continua a leggere