Virginia#fuoriposto – il gruppo di lettura

tema: il copricapo

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di Clara Maiorano

Ieri sera (15 febbraio 2018 ndr), immersi nella calda accoglienza di Virginia e Co., il nostro gruppo di lettura ha generato una discussione letteraria stimolante e proficua.

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foto tratta dal sito: stile.it

Titolo di “showman” della serata va certamente a “Sonno” di Murakami Haruki. Il primo pensiero che ho avuto ascoltando pareri nettamente contrastanti su questo grande autore, è stato: “Murakami o lo ami o lo odi. Non esistono di certo sfumature o mezze misure quando ci si avvicina alla sua penna”. E avevo proprio ragione a pensarlo. Durante un vero e proprio dibattito dai toni sentiti c’è stato infatti chi – come la nostra cara Raffaella – ha espresso il suo amore per lo scrittore giapponese, perché capace di creare spazi che conducono il lettore in una dimensione altra, ma anche chi l’ha definito addirittura “innervosente”. “Fastidioso perché non conclude il racconto con un finale netto, perché poco descrittivo nei riguardi dei protagonisti e perché colei che perde il sonno non ha davvero alcun motivo per essere insoddisfatta della sua vita”. Chi l’ha trovato geniale ha invece riconosciuto nel modo di scrivere destabilizzante tipico di Murakami un’acuta capacità di stimolare il lettore a porsi domande profonde sulla vita. Sono soddisfatto della mia realtà? Oppure anch’io, come la protagonista del racconto, ho un’esistenza piatta, rinchiusa in uno schema monotono, privo di emozioni e per nulla vitale? Vivo relazioni vere e autentiche capaci di farmi crescere, o ho davanti a me solo corpi che hanno la consistenza di involucri vuoti? Con mio marito sono davvero in contatto, oppure il nostro rapporto è solo un “farsi compagnia” che non ha nulla di arricchente?

Abbandonato Murakami ci siamo poi addentrati nel tema scelto per quest’anno come filo conduttore del nostro gruppo di lettura: il cappello. È stato acceso e ricco di incursioni nel sociale il dialogo che si è andato generando a partire da uno spunto preso dal libro: “Miti e misteri” di Károly Kerényi, Bollati e Boringhieri Edizioni. Il punto di partenza è stato l’uso che si faceva del velo in epoca ellenica. Perché il velo veniva posto sul capo della donna sia nel momento delle nozze che durante le funzioni funebri? C’è per caso un’assonanza tra il matrimonio e la morte? Ebbene sì! In entrambi i casi avviene, infatti, una morte dell’ego. Affermazione che ha aperto un vero e proprio flusso di ragionamenti su come la donna è stata vista e trattata nei secoli e sull’uso che si è fatto del velo dall’antichità fino ai giorni nostri, in particolar modo in un Paese come lo Yemen. Davvero molto interessante anche il racconto sul significato di alcuni riti iniziatici ellenici di congiunzione del sole e della luna, durante i quali la donna doveva indossare il velo, un piccolo lembo di stoffa che aveva la funzione di ricordare la capacità introspettiva del femminile.

La donna, meditando e guardandosi dentro, era in grado di prevedere il futuro. Aveva il potere di creare e di trasformare la forza distruttiva dell’uomo in positività.

Immaginatevi le domande che si sono susseguite dopo questo racconto. Perché solo alla donna è riconosciuto questo potere? La società moderna ha ancora questa percezione dell’io femminile e dell’io maschile? Il velo è stato imposto alla donna nei secoli per sottomissione, o anche per protezione? Come vivono attualmente i Paesi islamici l’uso del velo?

Molto affascinante è stato poi il momento dedicato allo stilista Alexander McQueen e ai suoi cappelli: vere e proprie opere d’arte che parlano di inquietudini nascoste, volti in parte celati, vite che non sono ancora sbocciate. Non da meno, l’omaggio alla giornalista Anna Piaggi che dei suoi copricapi ha fatto il leitmotiv della vita.

Poteva poi mancare Borsalino? E no. Poche e belle immagini ci hanno ricordato quanto lo storico marchio, con i suoi cappelli, abbia contribuito alla storia del cinema. Infine, attraverso la proposta di lettura del libro: “Il cappello a tre punte” di Pedro Antonio de Alarcón, abbiamo gustato qualche divertente storia “alla Boccaccio”.

Beh, che dire! Abbiamo proprio un bel gruppo di lettura. Nelle nostre serate di certo non manca la condivisione e la voglia di ascoltare il parere altrui. Chissà cosa ci aspetta di bello il 13 marzo, dopo aver letto “La sposa yemenita” di Laura Silvia Battaglia, “Magritte” di Vincent Zabus e il tanto desiderato “Il cappello di Mitterand”, di Antoine Laurain. Chi vuole aggiungersi a noi è il benvenuto!