FATEVI DA PARTE. È IL TURNO DELLE RAGAZZE…ELETTRICHE

Ragazze elettriche di Naomi Alderman, un libro Nottetempo. Un libro da non lasciarsi scappare, un concentrato di energia e di riflessioni. Beatrice lo ha letto e non esita a consigliarlo, così.

Sei una donna. Non puoi uscire da sola di notte, è pericoloso.
Sei una donna. Non puoi guadagnare quanto un uomo: sei più debole, meno resistente e quindi
meno produttiva.
Sei una donna. Sei fertile, la tua capacità di dare forma a una vita diventa una colpa, un dovere o
una costrizione.
Sei una donna. Devi decidere: o carriera o famiglia.

Sei una donna. Sei elettrica. Adesso nessuno può più dirti cosa devi fare.

Naomi Alderman costruisce una distopia partendo da un mondo che è la fotocopia del  nostro presente. A poco a poco, in questo mondo in cui le gerarchie del potere sono le stesse del nostro, comincia a diffondersi uno strano fenomeno: prima le ragazze, giovani, meno di quindici anni, poi anche le donne, tutte le donne, sviluppano una matassa tra le clavicole che contiene una riserva di energia trasmissibile tramite le mani.

ragazze elettricheQuesta energia è parte di loro, come potrebbe esserlo un braccio o una gamba o ancora meglio un cuore. Ma, soprattutto, questa energia dà loro il potere. Il potere di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche generate dalla matassa.

Adesso sono le donne ad avere il potere e, ovviamente, niente potrà più essere lo stesso. Gli uomini smettono di essere i carnefici e diventano le potenziali vittime di una rabbia che è stata tenuta troppo a lungo celata, di un odio che diventa distruttivo e che porta alla costruzione di un nuovo ordine globale.

Quattro voci ci conducono fin nelle radici più profonde di questo romanzo, radici che penetrano in profondità e spaccano la roccia, come quelle di un albero, come quelle del potere.

C’è Roxy, dotata di un’energia straordinaria, figlia di un potente boss mafioso e abituata fin da ragazzina alla violenza, nutrita dal desiderio della vendetta. Poi c’è Allie, tormentata da un passato di rifiuto e di abusi che scopre di avere le doti di una leader
e che, sotto i consigli di una voce nella sua testa che è un po’ un daimon, un po’ la madre perduta, riesce a formare una comunità di donne a lei fedeli e a diventare “Eva”, il pilastro di una nuova chiesa che prima del Padre onora la Madre. C’è Margot, una donna di successo che sogna una carriera politica ma costretta a fare a patti con i propri superiori, uomini, meno dotati di lei. Le cose cambieranno quando sua figlia, una ragazza che fatica a controllare il proprio potere, le trasmetterà il “Dono”, l’inebriante energia della matassa.

All’inizio dovrà nasconderlo perché questa energia senza freni posseduta dalle donne terrorizza l’opinione pubblica. Ma scoprirà ben presto che è facile controllarlo, celarlo e poi, quando verrà il momento, utilizzarlo. Non ci sono solo voci femminili, c’è anche quella di un uomo: Tunde, reporter nigeriano che inseguirà per il mondo gli stravolgimenti che questa mutazione ha portato, rischiando di trovare la morte per mano di una donna ma scoprendo la salvezza per mano di un’altra.

Nell’alternarsi di queste voci scorrono le vicende del mondo: le donne, nei paesi in cui sono state sempre sottomesse, dall’Arabia saudita all’India, si ribellano e iniziano a comandare. Adesso sono loro ad avere il potere e non si fanno sfuggire l’occasione di vendicarsi di secoli di soprusi. In Moldavia il crudele dittatore che governa il paese viene ucciso dalla propria moglie che assume il potere e dichiara la nascita di una repubblica delle donne. Ma cosa succede quando esiste un potere che nulla sembra capace di piegare? Il potere diventa tiranno e la giustizia carneficina.

A fare da cornice al romanzo c’è uno scambio di e-mail tra due scrittori, un uomo, Neil Adam Armon, anagramma del nome dell’autrice, e una donna, Naomi. Capiamo, nello scambio che conclude il romanzo, che queste mail appartengono al futuro che la storia delle ragazze elettriche ha prefigurato, un futuro che è il rovescio del nostro.

Naomi scrive al suo collega scrittore: Hai preso in considerazione la possibilità di pubblicare questo libro firmandolo con un nome di donna? Cosa vogliono davvero le donne? Per Naomi Alderman la risposta è: il potere. Sarebbero capaci di essere diverse dagli uomini? Anche questa risposta, alla fine del romanzo, appare chiara e non può che tornare in mente l’incipit del libro: La forma del potere è sempre la stessa: è la forma di un albero.

Cosa impariamo del mondo di oggi leggendo Ragazze elettriche?

Non passa giorno in cui non apprendiamo di donne uccise da uomini che confondono la perversione del potere con l’amore, di donne che vengono lapidate per aver esercitato un briciolo di libertà e a cui non badiamo perché appartengono a società lontane dalla nostra che tanto si vanta di essere globalizzata. Forse in una distopia ci siamo già. Non ce ne rendiamo conto perché è diventata un’abitudine.

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