MANUELA NE “IL PARADISO DEGLI ANIMALI”

Il paradiso degli animali“? Ci andiamo in visita con Manuela che recensisce questo romanzo pubblicato da NNEditore. L’autore è David James. Troviamo dei suoi racconti in diverse riviste e nell’antologia “Best New American Voices”.  Questo suo “The Heaven of Animals” ha vinto il Florida Book Award 2014 ed è stato finalista al Los Angeles Times Book Prize e al PEN/Robert W. Bingham Prize.

il paradiso degli animali

Li ha meritati? Pare di sì. Leggete qui!

 

“Il paradiso degli animali” parla di me. Di quella volta che ho assalito un alligatore nella cucina di mio zio in compagnia di un uomo dal braccio tatuato; delle api, del monotono, ossessivo, assordante ronzio che mi riempie la testa quando non ci sei; della giostra su cui giocavamo da bambini; di tutte le sere che abbiamo trascorso in silenzio a guardarci chiedendoci “perché”; di te che torni a inginocchiarti accanto al mio letto e quando apro gli occhi, volti la testa e te ne vai.

Come ben dice la traduttrice, Gioia Guerzoni, nella Nota in calce all’edizione italiana della raccolta di racconti di David James Poissant pubblicata nel 2015 da NNEditore, “se uno scrittore scrive bene, ti prende per mano e ti aiuta a scrivere la tua versione delle storie”. E Poissant scrive bene.

La sua mano è così leggera che non la senti neppure, ferma sulla spalla mentre scorri le righe. “Il paradiso degli animali” ha un’anima calda. Celeste. Surreale. Quotidiana. Ha bisogno di respiri profondi dopo ogni pagina per restare ancora un momento in compagnia di quell’istante indefinibile – eppure così preciso – scritto lì sulla carta, proprio prima dello spazio bianco.

Ho impiegato mesi a leggere questo libro: avevo voglia di sentirlo respirare in me. Ritrovarmi e perdermi a ogni racconto. Immergere il cucchiaino in un barattolo di miele, lasciarlo affondare. Aspettare e recuperarlo, grondante e appiccicoso. Leccare prima il manico per non lasciar scivolare le gocce e poi inghiottire tutta la dolcezza e lasciar parlare l’acciaio.

Voltare pagina e ricominciare.

Entrare in una casa non più abitata, solo per un saluto. Dipingere un muro arancione con pastelli a cera. Tuffarsi e rituffarsi in una piscina deserta, nella notte popolata di insetti, fino a rimanere senza fiato. Avere angeli che abitano in soffitta.

Poissant racconta l‘instant decisif”, come lo chiamava Cartier Bresson: il momento in cui si chiude l’obiettivo e si dà l’immagine. Il momento della scelta. Essere ponte. Essere una somma che non torna. Essere una corda tesa. Essere padre e madre, essere marito e moglie, essere figlio.

Gli uomini e le donne di Poissant girovagano intorno all’istante decisivo delle loro vite, portandoci con sé con surrealtà, fantasia e un’incredulità solo appena smorzata.

Agli animali il compito di osservare.

“È notte fonda, e c’è un lupo alla mia finestra. Sembra un uomo, perché è ritto sulle zampe posteriori, gonfie di muscoli. È così argento che sarebbe quasi azzurro al chiaro di luna, se ci fosse la luna”…

“Mamma” dico. “Ho un lupo alla finestra”.

“Si” dice lei. “Anche alla mia. Ce l’ho proprio davanti agli occhi”.

 

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